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Paragrafo 3 . I regni iberici fra Mediterraneo e Atlantico.

     
Ormai  dal  secolo  tredicesimo i due regni  aragonese  e  castigliano
rappresentavano, insieme al Portogallo, le pi importanti  istituzioni
statali  della  Spagna.  Essi, bench fossero  entrambi  cresciuti  in
estensione  e in potenza grazie alla secolare e lenta riconquista  dei
territori  iberici  in  possesso degli arabi, avevano  caratteristiche
proprie e distinte.
     Gli  Aragona avevano indirizzato i propri interessi verso il mare
Mediterraneo,  dove, dopo aver praticamente annesso la  Sicilia  (vedi
capitolo Sei, paragrafo 3), avevano occupato la Sardegna, strappandola
all'influenza  pisana,  e nel 1442, con Alfonso  quinto  il  Magnanimo
(1416-1458)  avevano conquistato il regno di Napoli, soppiantando  gli
Angi.
     La   Castiglia  si  affacciava  invece  sull'Atlantico,  dove  si
sarebbe  messa in competizione con i navigatori portoghesi, mentre  la
sua  potenza  economica  risiedeva  nelle  pregiate  greggi  ovine   e
nell'esportazione laniera.
     Entrambi i regni erano indeboliti da lotte dinastiche, da  guerre
civili  e  dalle forze particolaristiche, come le citt e  la  nobilt
feudale, che vanificavano gli sforzi di accentramento statale  tentati
dai sovrani.
     Una  svolta  nella vita politica dei due paesi  si  verific  nel
1469,  quando  il  matrimonio  di una sorella  del  re  di  Castiglia,
Isabella,  con  l'erede  al trono d'Aragona,  Ferdinando,  deline  la
prospettiva  di un'unione dinastica dei due regni. Questa  infatti  si
realizz quando Isabella divenne regina di Castiglia (1474-1504) ed il
marito sal al trono d'Aragona con il nome di Ferdinando secondo (1479-
1516).
     Aragona  e  Castiglia mantenevano ciascuna le proprie istituzioni
e   non   accomunavano   n   conquiste   territoriali,   n   entrate
(l'unificazione  dei  due stati in un unico regno  di  Spagna  sarebbe
stata  realizzata soltanto nel sedicesimo secolo dall'imperatore Carlo
quinto); tuttavia una certa unit di intenti era gi possibile. Questa
si  manifest  prima di tutto sul piano religioso: i "re cattolici"  -
cos  furono definiti dal papa - fondarono infatti, con l'approvazione
del  pontefice,  un'apposita istituzione  per  combattere  le  eresie:
l'"Inquisizione   spagnola",  controllata  dallo   stato   e   diretta
inizialmente  dal  domenicano  Toms de Torquemada.  Essa  cominci  a
perseguitare  gli islamici che risiedevano sul suolo  spagnolo  (detti
moriscos) e gli ebrei convertiti al Cristianesimo per opportunismo, ma
che   di  nascosto  continuavano  a  praticare  la  propria  religione
(chiamati  marranos),  costringendo coloro che volevano  mantenere  la
propria fede ad una fuga in massa dalla penisola.
     Con    l'unificazione   ripresero   vigore   anche   le    spinte
espansionistiche:
     
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     mentre  anche  l'ultimo avamposto arabo,  il  regno  di  Granada,
cadeva  (1492)  sotto gli sforzi concentrati dei due regni  cristiani,
Isabella  seguiva  l'esempio del Portogallo, che si era  dedicato  con
successo  alla navigazione oceanica, affidando al genovese  Cristoforo
Colombo una speciale spedizione volta alla ricerca di una via  per  le
Indie (vedi capitolo Quattordici, paragrafo 2).
     L'ascesa  politica  ed economica del Portogallo,  paese  che  era
rimasto piuttosto decentrato rispetto ai grandi avvenimenti europei, e
che  sarebbe  diventato un pioniere delle esplorazioni oceaniche,  era
avvenuta molto lentamente.
     Antica  contea dipendente dalla Castiglia, si era trasformato  in
regno nel secolo dodicesimo ed aveva partecipato alla reconquista;  ma
la  vera  svolta  si  era verificata alla fine  del  Trecento,  quando
l'avvento  al  trono  della dinastia degli  Aviz  aveva  favorito  uno
sviluppo  nazionale autonomo, indipendente da quella che era stata  la
preponderante influenza castigliana.
     Sollecitato  sia dal processo di riconquista, che aveva  respinto
i  "mori" in Africa e consentito di conquistare avamposti militari  in
Marocco, sia da interessi commerciali, il Portogallo aveva avviato una
massiccia   esplorazione   delle  coste  africane.   Incoraggiata   ed
organizzata da Enrico il Navigatore, figlio di re Giovanni primo, essa
culmin nel 1487 con il raggiungimento dell'estremo lembo dell'Africa,
chiamato dallo scopritore, Bartolomeu Daz, Capo delle Tempeste, e pi
tardi  ribattezzato Capo di Buona Speranza. In tal modo  il  paese  si
stava  inserendo  come importante scalo nelle nuove  rotte  mercantili
atlantiche createsi nel Quattrocento.
